Bontà Teresa

La mia storia

 


Mi chiamo Teresa Letizia Bonta e sono una fotografa. Sono soprattutto una fotografa che
cerca di interpretare quest’arte attraverso le mie sensazioni interiori, che la traducono
giustappunto in un qualcosa di profondamente viscerale. La fotografia è stata - ed è -una
passione travolgente che ho avuto sin da piccola, ma che purtroppo non ho mai potutto sviluppare seriamente. La mia professione mi spinge però costantemente avanti, in continua ricerca, e soprattutto a descrivere quello che faccio con una naturale predisposizione all’apertura e alla purezza del
linguaggio. Non potrei mai descrivere il mio lavoro con distacco, o con atteggiamento
impersonale, mi risulterebbe impossibile; parlare di fotografia senza emozionarmi, o senza riuscire a capire che la fotografia stessa ha rappresentato e rappresenta per me ogni giorno una cura dell’anima, mi è praticamente impossibile. 
Le mie fotografie, spesso in bianco e nero, raccontano una fase della mia vita vissuta in
maniera molto forte e impattante, soprattutto a livello interiore. Fotografo prevalentemente Street Siciliana, nudo artistico e nudo dell’anima.
Il mio approccio alla fotografia di nudo artistico e dell’anima è improntato proprio su questo, sulla profondità delle emozioni che esploro e imprimo da subito con bozze e disegni istantanei, che divengono lentamente figura nel momento in cui la lucidità compositiva prende il sopravvento facendomi individuare il soggetto cardine del lavoro. Subito dopo il vuoto, la pressione che ti svuota di ogni visione che serve però a concentrarmi poco dopo proprio su quella, perfettamente delineata in modo da poter creare dei legami forti con la figura stessa, con la modella da ritrarre. Con la macchina, in quel momento, mi sento in perfetta e totale armonia con l’arte stessa, amandola così tanto, come se mi trovassi in quel frangente a casa a dialogare in perfetta sinergia e amicizia con le mie stesse emozioni. Quando mi trovo invece nella mia amata terra d’origine, la mia Sicilia, calco il mio humus, ripercorro le mie radici e inizia un passionale dialogo; in quell’area che cerco con forza e amore è come se fossi accompagnata da una donna siciliana che ne rappresenta le viscere, i dolori, le virtù, la magia e i suoi tabù più radicati. Ho scelto di raccontare attraverso i miei scatti e quindi attraverso la fotografia, il mio dolore attraverso la vita degli altri, in uno spaccato personale di vita vissuto in maniera molto forte, quando ora nella mia lucidità professionale a 41 anni, ho scoperto l’emozione di sciogliermi per una carezza rivolta all’anima.